Crisi Economica? Tutto quello che i media non dicono

Scritto il alle 15:53 da Maurizio Negro

 

 Buongiorno a tutti, da ora in poi mi vedrete scrivere su questo blog gli articoli del mio diario personale in collaborazione con finanzanostop.

Come per le osservazioni meteorologiche occorre avere una visione d’insieme per capire come si muoverà il tempo, allo stesso modo se noi guardiamo il corso della storia, possiamo cogliere le cause e gli effetti che hanno determinato i cambiamenti nei comportamenti umani.

Alla fine ne otteniamo un modello che possiamo osservare per trarre delle conclusioni oggettive.

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Un po’ di storia

Le motivazioni che hanno portato questa Crisi Economica a dimensioni senza precedenti

sono molteplici, hanno radici profonde che vanno ricercate agli albori della storia della civiltà. E’ nella avidità dell’uomo perennemente attratto dal denaro che dobbiamo scavare. Per poter spiegare quanto sta accadendo oggi occorre dare uno sguardo alla storia. Molto lo dobbiamo al Concilio Ecumenico di Nicea 325 DC. Quella fu l’occasione che diede all’uomo l’opportunità di elaborare un piano perfetto. L’uomo, per mano dell’Imperatore

Costantino, strumentalizzò la religione cristiana e la utilizzò per egemonizzare i popoli. I nomadi, i Barbari che in Europa imperversavano. La storia ci dimostra che la questione

discussa a Nicea legata alla trinità: “Uno e Trino” non ebbe solo una funzione escatologica. Costantino riuscì ad imporre L’ unico credo salvifico cristiano anteponendolo al modello tribale politeistico, riuscì a sottomettere le popolazioni barbare, consegnando al successivo periodo, che inizierà cento anni più tardi, Alto Medioevo la stabilità necessaria per impostare le politiche economiche espansionistiche. Ben presto L’economia si trasformò acquisendo sempre più un ruolo di primaria importanza nella società sovvertendo completamente la politica che sino a quel momento aveva seguito il modello ellenistico. La politica infatti secondo gli antichi Greci doveva sempre sovraintendere alla economia e mai e in nessun modo il contrario. Ecco l’errore in cui incorsero i nostri antenati, la chiave di volta che cambiò il mondo; la politica divenne strumento dell’economia. Con questa nuova concezione espansionistica, l’uomo condottiero cristiano trovò sempre la giusta causa per riuscire a depredare se stesso. Basti pensare all’oscurantismo religioso, per secoli il mondo è stato privato del pensiero dei filosofi Greci e delle grandi opere del mondo antico. Ma cosa c’entrano i Filosofi Greci con l’economia direte voi? Semplice, perché un popolo erudito avvezzo allo studio e alla lettura dei classici, poteva produrre teste pensanti, Leadership scomode al nuovo ordine, motivo per cui fu aperta la caccia alle streghe.

Ma ora facciamo un balzo in avanti. Nella seconda metà del secolo scorso ritroviamo aspetti importanti che segnarono pesantemente i tempi a venire. L’esperienza scoraggiante pre-bellica della grande depressione del 1929 e successivamente la seconda guerra mondiale, portarono gli economisti dell’epoca a rivedere le politiche monetarie. Nel luglio del 1944 con i trattati di Bretton Woods si stabilì che tutte le valute dovevano essere ancorate all’oro: il famoso “Gold exchange Standard” (sistema aureo). La moneta emessa dalla zecca di stato doveva trovare sempre la corrispondenza con la quantità di oro depositato nella Banca Centrale garantendo sempre un bilancio paritario: tanta valuta emessa corrispondente a tanto oro detenuto di riserva. Tutti i parametri ed indicatori macroeconomici erano subordinati a questa equazione. Questa leva sviluppò senza dubbio una economia reale ed equilibrata. Quando si pagava un bene con il denaro, si rappresentava una reale micro porzione aurifera di quella economia. Questo meccanismo trovò notevole fortuna nel dopoguerra con il Piano Marshall che contribuì a rilanciare l’Europa e a garantirne la prosperità nel tempo. Ma l’ingordigia e la cupidigia dell’uomo non ha limiti e fu così che… “piatto ricco mi ci ficco”Richard Nixon nel 1971 profittò della possibilità di far divenire il dollaro “moneta di riferimento mondiale” attraverso una serie di emendamenti. Per autorizzare la Federal Reserve alla stampa di trilioni di dollari allo scopo di inondare di biglietti verdi i mercati mondiali, si doveva però aggirare l’ostacolo del Gold Standard. Fu così che insieme a Paul Volker, l’allora sottosegretario del ministero del tesoro degli Stati Uniti Nixon, con il pretesto di stampare più soldi per finanziare la guerra contro i comunisti in Viet Nam, elaborò ed approvò un piano per abolire il Gold Standard revocando il trattato di Bretton Woods. Un nuovo sistema di politica monetaria fu creato. Questo nuovo sistema si basava, e si basa tutt’ora, essenzialmente sulle potenzialità della valuta, sostenuta da un Currency Basket”, ovvero un paniere di altre valute estere di riserva. Questo sistema permise di aggirare il problema, poco flessibile e pitagorico del Gold Standard, ma fu anche un modo per nascondere alla popolazione i veri costi della guerra. Sta di fatto che questo nuovo sistema consentì agli Stati Uniti di stampare i trilioni di Dollari necessari per entrare nelle riserve monetarie di tutti i paesi del mondo, creando un impero indiscutibilmente solido sorretto dalla legge della domanda e dell’offerta. Altro elemento che contribuì a sostenere la valuta statunitense, in questa ascesa piramidale senza precedenti, fu il petrolio o meglio il commercio del petrolio. Il fatto che il petrolio era, e sia ancora oggi ancorato al dollaro è di primaria importanza per il sostegno della loro moneta. Uno dei motivi per cui gli Stati Uniti sono molto attenti alle tensioni geopolitiche del Medio Oriente non sta tanto nella sete di petrolio, quanto nel fantasma della possibilità che i mercati vadano a quotare il barile di greggio con altra divisa, come per esempio l’euro. Questo è un aspetto che terrorizza gli americani ancor più della Cina, l’ultimo baluardo totalitarista. Su quest’ultima super potenza possiamo dire senza ombra di dubbio che la diplomazia americana vive un rapporto un po’ schizofrenico, una sorta di ambivalenza. Odio e amore, da una parte il timore della avanzata Comunista, dall’altra essendo i cinesi noti detentori di Dollari, e molti anche, assume un atteggiamento quasi servile. Il fatto che la Cina sia il maggiore gestore della economia USA la dice lunga.

La crisi Americana

Bene, fatte le doverose considerazioni storiche facciamo ancora un salto in avanti e andiamo al 2008 all’inizio della nostra crisi, l’anno in cui l’economia americana è implosa su se stessa. Il 15 Settembre del 2008 dopo una estate funesta di crolli borsistici legati alla crisi dei mutui subprime, la Lehman Brothers colosso americano delle Assicurazioni dichiara fallimento. Da quel momento parte l’ effetto domino, tutte le principali banche ed istituti finanziari americani entrano in crisi profonda, i principali indicatori macroeconomici in particolare la vendita di nuove case cadono in picchiata portando a Wall Street il panic selling. Questo perlomeno è lo scenario dipinto dai media ed è quello che vogliono farci credere. Ricordate l’oscurantismo medievale? Bene oggi si chiama “Smoke Screen”. In realtà la crisi del credito è solo di facciata. La realtà è però un tantino diversa. Beninteso la crisi c’è ed è reale ma guarda caso il 2008 è l’anno in cui gli indici di borsa sono ai massimi storici e il Bull Market, mercato toro, comincia a segnare il passo. Gli investitori, e qui stiamo parlando delle “ grandi mani dell’economia” devono trovare il modo di invertire il mercato, un pretesto che dia loro comunque l’opportunità di continuare a guadagnare pur avviando un pesante trend a ribasso prestando il fianco alle vendite con una motivata fase ribassista: Bear Market” mercato orso. Quale migliore occasione di speculazione e di guadagni nel breve periodo si sta profilando? il colpo più grosso della storia della borsa, la possibilità di cronicizzare e di globalizzare la crisi, avviando una sequenza di guadagni e di profitti senza precedenti. La prima volta sulle prese di beneficio vendendo azioni ai massimi storici togliendo liquidità e la seconda volta esercitando le opzioni a ribasso scommettendo appunto sul nuovo trend. Questo non è altro che il gioco sporco dell’ “inside trader” (l’inside trader è lo scommettitore sleale per definizione, colui che conosce in anticipo l’andamento di un mercato semplicemente perché ne fa parte). Un po’ come se un subacqueo munito di fucile di precisione e bombole si adagiasse sul fondo del mare e sparasse con tutta comodità ai pesci più grossi. In più occasioni i governi hanno cercato di metter fine a questa sporca speculazione a questo sciacallaggio, ma purtroppo con scarsi risultati e gli effetti sono stati comunque devastanti e nefasti. Grazie a questa attività che possiamo definire criminale dell’economia virtuale la crisi reale si è molto amplificata ed ha assunto livelli ingovernabili. E qui vediamo di nuovo il pieno controllo dell’economia sulla politica che assiste attonita al fallimento del capitalismo. Pensavamo che con la caduta del muro di Berlino fosse crollato l’ennesimo flagello dell’umanità e invece constatiamo che anche con il capitalismo siamo arrivati alla “canna del gas”. Vien quasi da ridere se si pensa che il libero mercato che si proponeva di risanare il terzo mondo, non solo lo ha annientato ma è riuscito ad annientare anche se stesso.

La crisi in Italia

Oggi in Italia abbiamo un governo tecnico a causa del fallimento della politica schiacciata dalla supremazia dell’economia. Non è difficile capire che in questo momento un Governo politico o coalizione che dir si voglia siano destinate al fallimento, per il semplice motivo che qualsiasi politico oggi più che mai è consapevole che le promesse fatte al suo elettorato non potranno mai essere rispettate perché dovrà sempre riferirsi a parametri come lo spread, il differenziale tra Bond e CCT che è diventato oggi un indicatore fondamentale. Faccio notare tra l’altro che sino a poco tempo fa gli italiani non sapevano nemmeno cosa fosse. Il politico sa bene che tutte le promesse fatte ai suoi elettori saranno alla fine disattese perché la coperta è diventata troppo corta per tutti e siamo giunti al cosiddetto punto di non ritorno. Essendo in corso una crisi dal 2008, ormai sono trascorsi 4 anni di apnea, porre tasse restrizioni, sanzioni ,caccia agli evasori, tutti strumenti che serviranno certo, ma sarà un fuoco di paglia perché il cittadino medio, che prima produceva i grossi volumi sui consumi, si è drammaticamente impoverito, quindi se questi grandi volumi che prima erano strutturali verranno meno nel prossimo periodo, le cose si complicheranno ulteriormente scatenando inevitabili tensioni sociali, crisi cicliche, fallimenti di imprese e quant’altro. Segnali allarmanti stanno ormai giungendo dal sociale. La gente se prima era amareggiata e preoccupata ora è disperata.

L’attuale ministro Corrado Passera ha lanciato l’ennesimo allarme Credit Crunch. Nonostante le banche abbiano recentemente intascato un prestito rilasciato dalla BCE al simbolico tasso di interesse dell’1% per un ammontare di ben circa 139 Miliardi di Euro. Soldi questi che dovevano servire da stimolo per rifinanziare imprese e famiglie in difficoltà. Le banche in risposta hanno speculato e investito in obbligazioni profittando dei bassi valori di mercato prosciugando ancora una volta la cassa! Questa è l’ennesima prova di quanto la forza della politica conti come il due di picche. Accorgersi ora che stiamo andando ad infilarci di nuovo in un ulteriore aggravamento ed avvitamento della crisi del credito non porta alcun valore aggiunto ed è inutile asserire oggi che occorre legiferare nuovi emendamenti per accelerare le riforme strutturali . Gli interventi andavano fatti prima che arrivassero i quattrini della BCE! Alla domanda quali provvedimenti devono essere posti in essere per uscire dalla crisi economica? La mia risposta è lavorare sulle cause e non sugli effetti. Non possiamo metterci sempre la solita pezza per poi lamentarci dei crolli finanziari. Dovremmo invece cercare di recuperare la visibilità dell’economia reale e agire su di essa utilizzando le giuste leve per farla crescere. Bloccare qualsiasi tipo di speculazione illecita che si abbatte sempre come una scure sull’economia reale producendo solo perdite e aggravandola pesantemente vanificando tutti gli sforzi precedenti. Lavorare sulle modifiche strutturali del nostro sistema bancario sorvegliare la Consob e la borsa. Quest’ultimo aspetto non riguarda solo l’Italia, oggi tutte le borse mondiali sono piene di titoli azionari che rappresentano aziende completamente sganciate dai loro fondamentali economici. E infine, e questo invece riguarda solo noi italiani, dovremmo pensare anche a mettere a segno una sana legge elettorale che alla fine ci rappresenti in qualche modo. Sarebbe anche questo un ulteriore modo di fare seria economia e guardare al futuro di tutti noi, strappando dagli artigli della speculazione la nostra democrazia.

Maurizio Negro

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9 commenti Commenta
hoffy
Scritto il 9 aprile 2012 at 19:19

e’ uno sporco lavoro l’economia… specialmente se non sei dalla parte degli squali, piacere di conoscerti Maurizio

daviosq
Scritto il 9 aprile 2012 at 20:41

Purtroppo credo che tutto sia legato o in dipindenza da una cosa che di solito si chiama coscienza, non una generale o generalistica ma quella individuale o individualistica.
Bello quanto scrittoe che ho trovato quì in famiglia:
Il piu’ grande bisogno del mondo e’ il bisogno di uomini; di uomini che NON SI POSSONO COMPRARE NE’ VENDERE; di uomini che sono fedeli ed onesti fin nell’intimo della loro anima; di uomini che non hanno paura di chiamare il male con il suo vero nome; di uomini la cui coscienza e’ fedele al dovere come l’ago magnetico lo e’ al polo; di uomini che staranno per la Giustizia anche se dovessero crollare i cieli”
Il resto dopo questo, forse, sono anche se ben dette solo parole.

Maurizio Negro
Scritto il 10 aprile 2012 at 07:20

Grazie per i vostri commenti. il piacere è mio.

tommaso68
Scritto il 10 aprile 2012 at 14:14

molto molto interessante..grazie. Tommaso

Maurizio Negro
Scritto il 10 aprile 2012 at 14:18

tommaso68@finanzaonline,

Grazie a te Tommaso. Maurizio

Scritto il 10 aprile 2012 at 14:32

Ciao Maurizio un saluto veloce…..mi dicono dalla regia che siamo entrambi dei mangiatori di agnolotti !!! Visto che siamo quasi vicini di casa e fai anche le previsioni del tempo mi sai dire che tempo ci sarà nel pomeriggio del 19 Maggio ?

Scritto il 10 aprile 2012 at 14:37

gooser:
Ciao Maurizio un saluto veloce…..mi dicono dalla regia che siamo entrambi dei mangiatori di agnolotti !!! Visto che siamo quasi vicini di casa e fai anche le previsioni del tempo mi sai dire che tempo ci sarà nel pomeriggio del 19 Maggio ?

non agnolotti…gianduiotti!!! sto amministratore qui ci perde i colpi :mrgreen:

Maurizio Negro
Scritto il 10 aprile 2012 at 15:21

gooser,

Sì da qui a fare le previsioni del tempo ne passa. Utilizzo lo strumento carta sisnottica perchè amo andar per mare e quindi è indispensabile, Agata ha ragione i Gianduiotti mi piaccion molto ma non disdegno per niente gli agnolotti :mrgreen: Un saluto a te e grazie per il tuo messaggio di benvenuto! a presto Maurizio Ciao Agata!

Maurizio Negro
Scritto il 8 novembre 2012 at 19:53

La risposta dei mercati alla rielezione del presidente americano Obama conferma quanto avevo ipotizzato nella prima metà dell’anno. Anche se col tempo se ne faranno una ragione per rivedere le strategie sui loro lauti e sporchi guadagni. Gli indicatori all’unisono con le agenzie di Rating profilano lo stesso scenario. Ci stiamo incuneando sempre più verso una nuova era feudale. Se questo andamento si cronicizzerà alla fine sopravviveranno solo governi tecnocratici al servizio di un unico “Vassallo” un potere economico totalitario ed imperialista che crescerà all’insegna del “profitto ad ogni costo” ma che alla fine poggerà le proprie ricchezze sull’ annientando degli individui. Barack Obama, giusta o sbagliata che sia la sua politica, e lo vedremo nei prossimi quattro anni, sta guidando in contromano questo è sicuro. Egli ha davanti a sé enormi sfide… staremo a vedere. Comunque se qualcuno non l’avesse ancora capito questa è la terza guerra mondiale.

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