Cara benzina quanti mi costi…………

Scritto il alle 18:02 da [email protected]

I carburanti continuano a salire di prezzo, abbiamo punte di 1,95 al litro per la verde nel centro Italia. E’ dal 1977 che non si vedevano prezzi così alti ( facendo riferimento ai prezzi odierni in € ), dal 2000 a oggi abbiamo avuto un buon 70% di incremento della benzina e quasi un raddoppio del diesel. Non solo si pagherà di più il carburante per percorrere i nostri tragitti abituali ( la Codacons stima in 397 euro annui in più per ogni automibilista ), ma di conseguenza si ripercuoterà il caro-benzina su tutti i beni di consumo. Il nuovo record del gasolio per l’autotrasporto ha un effetto a valanga sulla spesa in un Paese dove l’88 per cento delle merci viaggia su strada, infatti le ricadute sui listini alimentari gia’ superano i 200 euro in termini annui, considerato che il costo del trasporto incide sul prezzo finale dei prodotti agroalimentari per il 35-40 per cento. Se pensiamo agli agricoltori, chi non ha mai visto che lesciano frutteti o ortaggi nei campi a marcire? Vorrei vedere, hanno ragione si, quando dicono che non ci rientrano coi prezzi e non guadagnano niente, infatti lasciano il raccolto a se stesso. Gli agricoltori si sono visti il prezzo del gasolio agricolo impennare del 130%  in meno di due anni (da 0,49 euro al litro di gennaio 2010 agli attuali 1,13 euro al litro), con un onere aggiuntivo di circa 5 mila euro ad azienda, visto che e’ essenziale per il riscaldamento delle stalle, per le macchine agricole, per l’approvvigionamento dell’acqua, per l’irrigazione dei terreni, ecc.

 

”Benzina, trasporti e logistica incidono complessivamente per circa un terzo sui costi della frutta e verdura e, solo nelle campagne, il caro gasolio ha provocato un aggravio di costi stimabile in 400 milioni di euro su base annua. A subire gli effetti del record nei prezzi – conclude l’organizzazione agricola – e’ pero’ l’intero sistema agroalimentare dove si stima che un pasto percorra in media quasi 2mila chilometri prima di giungere sulle tavole

Aspettiamo l’ IVA che dovrà passare dal 21% al 23% ad ottobre, e pensiamo un pò agli ulteriori ennesimi effetti di ricaduta sui prezzi e sui consumi.

Questa è la tabella dei prezzi dei carburanti dal 2000 al 2012:

Saremo anche ultimi come produttività, ma per le accise e il carobenzina siamo in Champions League ( tabella riferimento gennaio 2012 ):

Molte delle accise italiane furono introdotte come temporanee per far fronte a vari eventi straordinari, ma nonostante il venir meno della causa a tutt’oggi non risultano ancora rimosse:

  • 0,1 centesimi di euro (1,90 lire) per la guerra di Abissinia del 1935;
  • 0,7 centesimi di euro (14 lire) per la crisi di Suez del 1956;
  • 0,5 centesimi di euro (10 lire) per il disastro del Vajont del 1963;
  • 0,5 centesimi di euro (10 lire) per l’alluvione di Firenze del 1966;
  • 0,5 centesimi di euro (10 lire) per il terremoto del Belice del 1968;
  • 5,1 centesimi di euro (99 lire) per il terremoto del Friuli del 1976;
  • 3,9 centesimi di euro (75 lire) per il terremoto dell’Irpinia del 1980;
  • 10,6 centesimi di euro (205 lire) per la missione in Libano del 1983;
  • 1,1 centesimi di euro (22 lire) per la missione in Bosnia del 1996;
  • 2,0 centesimi di euro (39 lire) per rinnovo contratto autoferrotranvieri 2004;
  • 0,5 centesimi di euro per l’acquisto di autobus ecologici nel 2005;
  • 0,71 a 0,55 centesimi di euro per il finanziamento alla cultura nel 2011;
  • 4,0 centesimi di euro per far fronte all’emergenza immigrati dovuta alla crisi libica del 2011;
  • 0,89 centesimi di euro per far fronte all’Alluvione che ha colpito la Liguria e la Toscana nel novembre 2011;
  • 8,2 centesimi di euro per il decreto “Salva Italia” nel dicembre 2011.

A ciò si somma l’imposta di fabbricazione sui carburanti, poi su queste accise viene applicata anche l’IVA al 21%.

 

Tabella delle accise regionali, riferimento 1 gennaio 2012:

Regione        Accisa ordinaria           Addizionale regionale        Accisa + Iva
Calabria               0,70420                     0,02580                      0,88330
Campania            0,70420                      0,02580                      0,88330
Lazio                   0,70420                     0,02580                      0,88330
Liguria                 0,70420                     0,05000                      0,91258
Marche                0,70420                      0,07580                      0,94380
Molise                  0,70420                     0,02580                      0,88330
Piemonte             0,70420                      0,02580                       0,88330
Puglia                   0,70420                     0,02580                      0,88330
Toscana               0,70420                     0,05000                      0,91258
Umbria                 0,70420                      0,04000                      0,90048

 

Insomma cè da stare allegri………………

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1 commento Commenta
kry
Scritto il 12 marzo 2012 at 18:50

E’ un peccato che tabelle che riportano questi dati vengano lette da pochissime persone. Molte persone e giornalisti smetterebbero di dire che il prodotto non cala mai. Per far calare del 5% pari allo 0,09 € dovrebbe esserci un calo congiunto del barile e dollaro di almeno 11% e credo che sia capitato rare volte.

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