Quanto ci costa a noi Italia il salvataggio della Grecia?

Scritto il alle 16:13 da Agata Marino


Facciamo un pò di conti, dura dirlo, ma ormai siamo abituati a farli tutti i giorni, dalle bollette alle spese quotidiane e ancora di più oggi con le tasse.

Noi, come facenti parte della comunità europea saremo chiamati a contribuire al fondo salva stati versando il 17%... In soldoni siamo a circa 20 miliardi di Euro  e questo a noi comporterà un costo aggiuntivo, avendo già contribuito al primo prestito concesso.

Con questo nuovo prestito che equivale all’un% del Pil rischieremo di veder crescere il rapporto debito Pil di oltre il 120%.

C’è da domandarsi( venalmente) se li rivedremo mai, visto il commissariamento, probabilmente sarà si, la cosa allarmante è che noi, avendo aderito al Fiscal Compact  abbiamo l’obbligo di rientro graduale verso il sessanta%.

Una delle soluzioni auspicabili sarebbe utilizzare il sistema americano di calcolo del debito, riconoscendo che si tratta di una partita di giro, visto che ad una uscita corrisponde anche un credito della stessa origine il nostro governo dovrebbe chiedere quinti che la quota versata non venga considerata nel quantity surveying( conteggio)  del debito pubblico

Il secondo costo:

Considerando che il prestito vine fatto ad un tasso del 4%, e noi ci finanziamo sul mercato al 5.50% tutto ciò ci comporta una perdita di circa trecento milioni di euro, questo considerando che non ci sarà una diminuzione del nostro tasso di finanziamento. Cosa diversa sarà invece per la Germania che avrà un forte guadagno dal prestito dato che il suo costo di rifinanziamento è molto basso, insomma piangono brontolano ma i tedeschi ci guadagnano sempre e non è l’unico su cui ci guadagneranno anzi.

Geniale e nello stesso tempo crudele la Germania che ha preso e perso tutto questo tempo non per lentezza o timori o altri motivi.

È semplicemente stato un modo come altri per guadagnare tempo e permettere alle banche tedesche di vendere i titoli greci che avevano e che molte volte abbiamo citato, con poca minusvalenza rispetto ad una decisione presa in modo più celere.

Facendo diventare il Bund una sorta di bene rifugio e facendo diventare ancora più forte il peso della Germania nella comunità europea, questa cosa, in concomitanza con le elezioni politiche è stata importantissima visto che i costi di rifinanziamento ora saranno praticamente azzerati.

Ecco perchè il popolo greco e molti economisti non vedono di buon occhio la Germania, visto che ha pensato ai suoi interessi.

La Grecia è stata torturata e, come ha detto Monti, si poteva intervenire prima.

Oggi si trova in una situazioni difficilissima con una crisi globale che non vedrà la luce tanto facilmente. Noi e con il senno del poi, ci saremmo risparmiati molti guai se ci fossimo mossi prima, ma purtroppo l’inutilità della nostra classe politica ” e questo vale sia per la destra che per la sinistra” ha fatto si di ritrovarci tutti in questa situazione ”Ben vengano le battute gentili della Fornero quando, rivolgendosi ai politici italiani ha detto che le riforme si faranno con o senza di loro”

In tanto in Grecia, giustamente, si iniziano a creare sentimenti di odio verso l’Unione Europea visto i motivi citati in precedenza, abbiamo dimostrato zero solidarietà e ci siamo comportati( anzi si sono comportati i tedeschi) come i peggiori approfittatori e strozzini, l’unione di fatto non esiste e, come si vede nel Fiscal Compact, l’attenzione è posta solo sui conti e basta.

Noi Italiani non abbiamo ben capito dei costi di questo salvataggio ed è responsabilità del governo avvertirci su cosa potrebbe succedere nell’ipotesi in cui noi dovremmo contribuire nel fondo salva stati visto che come ho detto all’inizio potremmo sostenere i 300 milioni di perdita l’anno ma non potremmo farlo con i 20 miliardi che andranno a far aumentare il nostro debito pubblico, con la possibilità di peggioramento dei nostri indici macro

L’opinione pubblica non sembra essersi accorta del costo di questo salvataggio.

Per questo il governo dovrebbe far sapere come stanno esattamente le cose. Nell’ipotesi in cui anche l’Italia debba contribuire al Fondo salva-stati, possiamo certamente sostenere quella perdita di 300 milioni l’anno. Ma non è assolutamente sopportabile il fatto che quei 20 miliardi andranno ad aumentare il nostro debito pubblico. L’ideale sarebbe quindi impegnarsi a dare la propria quota dietro la promessa che questa non andrà a peggiorare gli indici macroeconomici del nostro Paese.

Come ho detto all’inizio del articolo, potremmo utilizzare

”il sistema americano di calcolo del debito, riconoscendo che si tratta di una partita di giro, visto che ad una uscita corrisponde anche un credito della stessa origine il nostro governo dovrebbe chiedere quinti che la quota versata non venga considerata nel quantity surveying( conteggio)  del debito pubblico

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4 commenti Commenta
sierra
Scritto il 23 febbraio 2012 at 17:29

.ottima e lucida analisi dei conti, tutto condiviso, purtroppo

Scritto il 23 febbraio 2012 at 19:22

sierra: .ottima e lucida analisi dei conti, tutto condiviso, purtroppo

Speriamo in un cambio di rotta… Anche perche’ se continuiamo così il peggio deve ancora arrivare

kry
Scritto il 23 febbraio 2012 at 19:53

Quello che mi infastidisce di più è che i soldi non servono ad alleviare le sofferenze del popolo, bensì a migliorare i bilanci delle banche che a suo tempo avevano dato ottimi dividendi ai loro azionisti tedeschi e francesi mentre le nostre facevano come i politici:dormivano. Quindi parte delle nostre tasse andranno alle banche dei paesi citati e non essendo contro l’introduzione dell’euro comincio a pormi dei dubbi,non dubito sul detto oltre al danno la beffa.

andrea4891
Scritto il 8 aprile 2013 at 15:11

l’Euro ha i giorni contati … diciamo i mesi, tutt’al più gli anni

in questa ottica c’è chi, come l’Italia, viene munta e bastonata giornalmente e trarrebbe beneficio dall’euroeutanasia

c’è invece chi, con tecniche affinate negli anni 40 del secolo andato, sfrutta giorno per giorno gl’internati nell’Eurolager dove l’illude con la speranza “Sparpolitik macht frei” ……. si appropria del loro lavoro, dei loro averi, delle loro speranze ……. senza nemmeno sprecare più un po’ di gas ……. la soluzione finale è affidata ai più economici suicidi di massa

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