Ecco l’incubo del debito Greco, reso noto il rapporto degli analisti Ue-Fmi-Bce: default molto probabile

Scritto il alle 14:40 da Agata Marino

 

Svelato l’incubo del debito greco”, titola il Financial Times, entrato in possesso di un rapporto, preparato dagli analisti della troika Ue-Fmi-Bce e distribuito la settimana scorsa ai leader dell’eurozona.

Le dieci pagine di “analisi della sostenibilità del debito” sottolineano che   anche lo scenario più positivo delle misure di austerity imposte ad Atene innescherebbero una recessione talmente profonda da impedire alla Grecia di tirarsi fuori dalla voragine del debito durante l’erogazione del nuovo bailout triennale da 170 miliardi di euro , ricordo che questi soldi sono statai prestati non regalati e un’impennata nel livello del debito, mentre la ristrutturazione del debito da 200 miliardi di euro potrebbe spaventare i futuri investitori e impedire alla Grecia di tornare sui mercati finanziari.

Gli analisti della troika suggeriscono inoltre che il debito potrebbe calare più lentamente di quanto auspicato,

non oltre il 160 per cento nel 2020, ben lontano dal 120 per cento previsto dal Fondo monetario internazionale. In uno scenario simile, la Grecia avrebbe bisogno di un bailout da circa 245 miliardi di euro, ovvero molto più dei 170 miliardi di cui hanno parlato i ministri dell’eurozona durante il negoziati di lunedì a Bruxelles.

 

In poche parole, se i gradini che portano all’inizio del burrone erano venti, ora sono già scesi più della metà.

L’Europa salvatrice della Grecia!!

Con questo secondo accordo, per la “salvezza”, i Greci offrono a questi signori la loro integrità nazionale e i loro beni pubblici. Mandano giù una lunga medicina. Offrono Porti, Aeroporti, Autostrade, Elettricità, Acqua, ricchezze minerali ecc. ecc. ecc. i nostri, inoltre, monumenti nazionali come l’Acropolis, Delfi, Olympia, Epidauro ecc. ecc. ecc.

La produzione si è fermata, la disoccupazione è salita al 20%, hanno chiuso 80.000 negozi, migliaia di piccole fabbriche e centinaia di industrie. In totale hanno chiuso 432.000 imprese.

Decine di migliaia di giovani laureati lasciano il paese che ogni giorno si immerge in un buio medioevale.

Migliaia di cittadini ex benestanti, cercano nei cassonetti della spazzatura e dormono per strada. Intanto si dice che siano vivi grazie alla generosità dei  “salvatori”, dell’Europa, delle banche e del Fondo Monetario Internazionale.

In realtà, ogni pacchetto di decine di miliardi di aiuti destinato alla Grecia torna per intero indietro sotto forma di nuovi incredibili tassi d’interesse

Gli Europei dovrebbero anche rendersi conto che se vogliono veramente aiutare non basta fermare l’emorragia del debito e del deficit, ma bisogna anche scongiurare la recessione. I tagli al reddito non basteranno per uscire dalla crisi.

Ma bisogna anche mettere l’accento sullo sviluppo.

Non c’è da stupirsi sul declassamento comunicato oggi da Fitch  sul rating a lungo termine della Repubblica ellenica da CCC a C.

Ricordo che l’Eurogruppo ha fatto sapere che il coinvolgimento dei privati comporterà il taglio del 53,5% del valore nominale dei loro crediti, lasciando così intendere che la Grecia adotterà le Cac o clausole di azione collettiva.

Ed ecco perchè secondo Fitch una simile azione costringe tutti i creditori ad accettare lo swap, quindi  di fatto non è un’azione volontaria e configura un default possibile.

Per chi non l’avesse letto segnalo l’articolo di oggi sulla crisi del credito

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3 commenti Commenta
polifilo
Scritto il 22 febbraio 2012 at 15:18

Devo dire che quanto sta succedendo in questo periodo mi sta aprendo gli occhi su cosa sia veramente l’Europa, non più il sogno dei padri fondatori per riappacificare un continente reduce da due guerre, ma un mercato da sfruttare a spese dei più deboli.
Sono stato di recente testimone di una vicenda di ritardato pagamento di affitti da parte di una piccola cooperativa e trovo riprodotto nel comportamento della troika lo stesso gretto atteggiamento del proprietario, che ripeteva ” i contratti sono contratti e si rispettano, altrimenti fuori”.
Quando viene meno il senso di rapportarsi con delle persone e si fa conto solo dei valori monetari cessa la comunità. Ma capito questo inizia la rivincita e arriverà il momento di fargliela pagare!

balrock
Scritto il 22 febbraio 2012 at 15:45

Solo a novembre 126.000 greci hanno perso il lavoro in un paese composto da 11 milioni di persone, l’equivalente a tre milioni e mezzo di statunitensi in un mese. La percentuale di disoccupazione è salita dal 18,2 al 20,9 per cento. Sti cazzi…………

Lo stato greco ha 7 miliardi di euro di arretrati verso i fornitori e la produzione si è contratta del 15,5% a dicembre, ci si aspetta che altre 50.000 piccole imprese falliranno entro luglio 2012. L’Istituto del Lavoro pensa che l’economia si contrarrà di un altro 7% questo anno.

I greci ricevono il sussidio di disoccupazione per una media di trenta settimane, 2 anni e mezzo, con un massimo di 454 euro al mese, i dipendenti del settore pubblico vengono inseriti in una riserva lavorativa per due anni a metà della loro paga base, o un terzo del loro salario attuale. Già è una miseria, poi se pensiamo che finiti questi sussidi cè da trovare lavoro, è un casino, pensiamo anche che per adesso il pericolo del ritorno alla dracma con la fuoriuscita dall’ eurozona, frena chi vuole investire in Grecia, quindi trovare lavoro/reddito sarà sempre più difficile.

Secondo alcune statistiche poi il reddito pro capite annuo greco dovrebbe aggirarsi intorno ai 27.000 $, nei Paesi vicini è notevolmente inferiore , in Turchia , dove l’ economia sembra tirare è di appena 14.000 $ in Serbia 10.000 $ , Croazia 18.000 , Bulgaria 13.500
La Grecia è destinata a raggiungere i livelli di ” ricchezza ” dei suoi vicini
Puo interessare sapere che in Italia siamo a 30.000 dollari . :mrgreen:
ciao Agatuccia :wink:

Scritto il 22 febbraio 2012 at 16:04

polifilo@finanza:
Devo dire che quanto sta succedendo in questo periodo mi sta aprendo gli occhi su cosa sia veramente l’Europa, non più il sogno dei padri fondatori per riappacificare un continente reduce da due guerre, ma un mercato da sfruttare a spese dei più deboli.
Sono stato di recente testimone di una vicenda di ritardato pagamento di affitti da parte di una piccola cooperativa e trovo riprodotto nel comportamento della troika lo stesso gretto atteggiamento del proprietario, che ripeteva ” i contratti sono contratti e si rispettano, altrimenti fuori”.
Quando viene meno il senso di rapportarsi con delle persone e si fa conto solo dei valori monetari cessa la comunità. Ma capito questo inizia la rivincita e arriverà il momento di fargliela pagare!

Tutto ciò è allarmante e sembra fatto solo per salvare per ora l’Europa… non la grecia… non aiuta la Grecia ad uscire dalla sua depressione, e non la guiderà ad una maggiore integrazione nell’Eurozona. Si tratta solo di altra pastura per le iene…le “corporate”.
Quello di cui la Grecia ha bisogno è una radicale ristrutturazione del suo debito. Ha bisogno di spazzare via i detentori dei titoli, di ricapitalizzare le banche e aumentare il sostegno fiscale finché l’economia si rimetta in piedi. Un altro pacchetto di prestiti non aiuterà a raggiungere questi obiettivi. Ritarderà solo la resa dei conti… ma in tanto mezza europa è tranquilla…
piacere di leggerti
e un ciao anche al nostro ball
Sarebbe meglio per tutti, se il paese si dichiarasse inadempiente in modo rapido, e iniziasse il processo della fuoruscita e di far piazza pulita subito, adesso piuttosto che più avant

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