Governo Monti, si mostra comunque ottimista, sulla situazione dell’eurozona e su quella dell’Italia

Scritto il alle 13:37 da [email protected]

L”Italia è un “esperimento interessante”. Non per le misure prese i cui risultati “devono ancora arrivare e sui cui io non sarei un giudice imparziale”. Ma perché di fronte ad una “profonda crisi” ha costretto i partiti ad un “disarmo reciproco”. Mario Monti usa un termine di ‘sicurezza militare’ – anche considerando la platea cui si rivolge a Monaco, la Conferenza Internazionale sulla sicurezza – e parla, in inglese, di “neutral pact” a cui le forze politiche sono state costrette per affrontare la situazione. Una situazione a cui guardano tutti, perché da paese  della crisi dell’eurozona, l’Italia sta diventando “attore della soluzione”, aggiunge il premier non senza celare una certa soddisfazione.

Forte anche del segnale di attenzione arrivato in questi giorni anche dal segretario di stato Hillary Clinton che,  a meno di una settimana dall’atteso incontro con Obama a Washington – ha rivolto “parole di interesse”, nella loro prima occasione di ‘face to face’. Un colloquio, durato circa mezz’ora, che fa da apripista alla missione a stelle e strisce del Professore che sarà incentrata sui temi della crisi dell’Europa, della situazione italiana, dell’alleanza transatlantica e dei rapporti Italia-Usa, destinati ad una nuova stagione. Monti si mostra comunque ottimista, sulla situazione dell’eurozona e su quella dell’Italia. La crisi di Eurolandia “rimane” ma nelle ultime settimane “sono stati fatti importanti passi avanti”, dice citando il Fiscal compact, l’accordo Ue sulla crescita ed il negoziato sulla Grecia: “non siamo più nel mezzo ma verso la soluzione”, aggiunge non senza affrontare i nodi interni e quell’Austherity che ha imposto al suo paese.

Mario Monti si impagna  e dice questo “Ci impegniamo a raggiungere le nostre misure prendendoci cura il più possibile dei costi di transizione che questo implicano per le categorie più deboli“, torna a sottolineare difendendo il pacchetto delle misure adottate dal suo Governo. E torna, ancora una volta, a ricordare,  lanciando un messaggio trasversale alle forze politiche che appoggiano il suo Governo, lo sforzo fatto “per trasferire parte del peso fiscale dai settori produttivi alle proprietà, contribuendo” alla disciplina di bilancio “senza pesare troppo”. E, in termini di rigore, fa anche un passo oltre, candidando l’Italia a divenire il capo-classe per il lavoro fatto sul disavanzo: Roma ha le carte per “diventare prima della classe”, ha sottolineato oggi sempre in Germania, dalle colonne del Sueddeutsche Zeitung. Insistendo, ancora una volta, sulla necessità di riappropiarsi del suo orgoglio nazionale.

Siamo contenti se gli italiani diventano un po’ più patriottici”, ha rimarcato. Ancora una volta Monti torna a difendere le istituzioni europee.

L’azione del governo Napolitano-Monti comincia a ottenere effetti importanti sul piano della missione prioritaria di ricostruire la fiducia sull’Italia da parte del mercato e dell’opinione pubblica internazionale.

Ma, in sostanza, cosa ha fatto? Tre cose:

(a) la riforma delle pensioni, che le rende sostenibili nel lungo termine, ha impressionato tutti gli osservatori globali; (b) tale mossa ha poi reso inizialmente credibile che l’Italia riuscirà a raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013, così non aumentando il suo enorme debito; (c) Monti come persona ha ottenuto lo status di interlocutore rispettato dagli altri leader esteri, provocando un’inversione di opinione sull’Italia: toh, sorpresa, l’Italia è guidata da una persona seria e determinata, dopotutto l’Italia non è così male, anzi. Nella stampa in tutte le lingue si trova questo fenomeno di inversione, positiva, della nostra immagine.

Secondo un meccanismo perverso l’effetto Monti sui mercati è stato basilare e ha neutralizzato la classe politica inetta che ci ritroviamo, nessun politico si prenderà i meriti delle tasse che ci ritroviamo e tutti, al momento delle elezioni si prenderanno i meriti anche se alla fine il merito è solo nostro fatto di sacrifici per il bene comune.

Senza Monti la manovra di Draghi sarebbe stata molto meno efficace. L’azione del governo Napolitano-Monti comincia a ottenere effetti importanti sul piano della missione prioritaria di ricostruire la fiducia sull’Italia da parte del mercato e dell’opinione pubblica internazionale. Ma, in sostanza, cosa ha fatto? Tre cose: (a) la riforma delle pensioni, che le rende sostenibili nel lungo termine, ha impressionato tutti gli osservatori globali; (b) tale mossa ha poi reso inizialmente credibile che l’Italia riuscirà a raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013, così non aumentando il suo enorme debito; (c) Monti come persona ha ottenuto lo status di interlocutore rispettato dagli altri leader esteri, provocando
un’inversione di opinione sull’Italia: toh, sorpresa, l’Italia è guidata da una persona seria e determinata, dopotutto l’Italia non è così male, anzi. Nella stampa in tutte le lingue si trova questo fenomeno di inversione, positiva, della nostra immagine.

Fiducia dei Mercati se rimaniamo compatti:

l’importante è riconquistarla, e la via intrapresa pare buona. Quindi dobbiamo consolidare la tendenza, lasciando da parte fastidi ideologici e critiche di dettaglio. Come? Mostrando un’Italia compatta, capace di fare riforme realistiche, che continuerà a essere tale anche dopo le elezioni del marzo 2013. Questo è il progetto nazionale a cui tutti possiamo e dobbiamo partecipare.

 

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