Crisi immobiliare

Scritto il alle 17:24 da [email protected]

Dopo la crisi del mercato interbancario, dove le banche preferiscono depositare e chiedere soldi in prestito alla bce, anche il mercato immobiliare stà scontando con i pochi mututi erogati, le vendite di case.

La news di oggi:

Il mercato della casa è in crisi. E adesso lo certifica anche l’Istat. Nel secondo trimestre dell’anno, le compravendite di unità immobiliari (219.905 in totale) sono diminuite del 3,2% rispetto allo stesso periodo del 2010. Il 93,2% delle convenzioni ha riguardato immobili per abitazione, il 5,9% unità immobiliari ad uso economico. Rispetto al secondo trimestre 2010, le compravendite di immobili ad uso residenziale diminuiscono del 3,1%, quelle di immobili ad uso economico del 2,5%. Il calo riguarda tutte le regioni con l’eccezione delle Isole, dove le compravendite a uso residenziale aumentano del 7,6% e quelle a uso economico del 18,7%. Le compravendite di unità immobiliari ad uso residenziale registrano nelle grandi città una diminuzione più contenuta (-1,8%) di quella osservata negli altri centri (-4,1%). Le compravendite ad uso economico mostrano una diminuzione più marcata nelle città metropolitane (-6,0%) rispetto alle altre, dove il calo è di lieve entità.

I mutui (193.474 in totale) sono diminuiti dell’8,1% rispetto al secondo trimestre 2010. In particolare, quelli con costituzione di ipoteca immobiliare (118.834) sono diminuiti del 5,3%, mentre i mutui non garantiti da ipoteca immobiliare (74.640) si sono ridotti del 12,3%. Il numero di mutui risulta in sensibile aumento soltanto nelle Isole (+23,3%): in particolare, quelli senza ipoteca sono cresciuti del 29,9%, i mutui con ipoteca del 19,3%. La diminuzione tendenziale dei mutui osservata nelle città metropolitane (-11,6% per i mutui senza costituzione di ipoteca immobiliare e -4,3% per quelli garantiti da ipoteca) è stata minore di quella registrata nelle altre città (rispettivamente, -12,7% e -6,0%).

I bei tempi dove le banche, erogavano mutui al 100%, ma a volte ti dava soldi in più, anche per farti comprare l’ arredamento o pagare le prime rate stesse del mutuo. Tanto poi la banca si inventava dei fondi d’investimento, che piazzavano sul mercato, tipo “capitale certo” – “ capitale garantito”, dove la garanzia era il mutuo sulla casa, e dove il rendimento c’era fintanto che il contraente del mutuo versava la rata, quei tempi sembrano finiti. Mi ricordo ancora quella pubblicità, dove c’era un tizio, che arrivava in banca con la tazza del cesso, per farsi dare il mutuo, tempi non tanto lontani, ma che oggi sembrano solo un ricordo.

Vi lascio con un’ articolo del 13 ottobre:

“a dicembre 2011 comincia la svalutazione immobiliare”

a fine anno cominceranno le svalutazioni per l’immobiliare e a farlo saranno le banche. in un’intervista al sole 24 ore salvatore ruoppolo, alla guida di cordea savills sgr, spiega: “non è più tempo per gli investitori e le banche di mantenere, tra le sofferenze, immobili che oggi non rappresentano più le quotazioni di tre-quattro anni fa”

la questione di cui parla ruoppolo nell’intervista è stata compressa in questi anni dalle banche, che però, di fronte agli ultimi colpi della crisi e all’assenza di investitori nel real estate italiano, oltre che a un imminente necessità di rifinanziarsi, devono accettare le perdite e cominciare a liberarsi degli immobili che bloccano i loro bilanci

tali immobili, iscritti a bilancio come attivi con delle quotazioni di tre o quattro anni fa, stanno però diventando un fardello. molte banche non hanno voluto vendere per evitare perdite, ma a questo punto, di fronte alle nuove garanzie chieste alle banche dall’fmi e dalla commissione europea, è meglio vendere pur assumendo delle perdite, piuttosto che restare incagliati

ruoppolo torna quindi a mettere il dito nella piaga delle banche e assicurazioni italiane rispetto a patrimoni immobiliari di cui ancora non conosciamo l’esatta entità. e aggiunge che un repricing, ossia una svalutazione dei listini, è ora inevitabile

il vaso di pandora sarà scoperchiato a breve, ma gli effetti sul mercato immobiliare generale saranno tutti da vedere. quel che è certo è che se le banche, a catena, opteranno per il repricing, pur di vendere, il mercato si troverà improvvisamente a fare i conti con immobili, spesso di pregio, con dei nuovi listini. spesso di tratta di palazzi per uffici, ma non solo, anche nel settore residenziale assisteremo a questa nuova concorrenza tra banche, fondi immobiliari e assicurazioni da un lato, e i privati dall’altro

a questo si potrebbero aggiungere gli immobili dello stato e degli istituti di previdenza. insomma, il mercato immobiliare potrebbe vivere nei prossimi mesi un gran cambiamento, sebbene bisognerà aspettare per valutarne le conseguenze

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4 commenti Commenta
balrock
Scritto il 2 dicembre 2011 at 17:42

Tasse, immobiliare: i ricchi tremano. Arriva la super-Ici sulle seconde e terze case

È in arrivo una super-Ici sulle seconde e le terze case, una sorta di patrimoniale sugli immobili. È una delle ipotesi su cui sta lavorando il Governo nell’ambito del pacchetto di misure anti-crisi che approderà lunedì pomeriggio in Consiglio dei ministri. Questa soluzione viene considerata più praticabile rispetto a un’imposta patrimoniale vera e propria proprio per le difficoltà di attuazione oltre ai veti del Pdl. L’Ici sulla seconda e terza casa, spiegano fonti tecniche, sarebbe legata al valore patrimoniale dell’immobile: al numero di immobili detenuti e al loro classamento.

Scritto il 2 dicembre 2011 at 22:25

balrock@finanzaonline:
Tasse, immobiliare: i ricchi tremano. Arriva la super-Ici sulle seconde e terze case

È in arrivo una super-Ici sulle seconde e le terze case, una sorta di patrimoniale sugli immobili. È una delle ipotesi su cui sta lavorando il Governo nell’ambito del pacchetto di misure anti-crisi che approderà lunedì pomeriggio in Consiglio dei ministri. Questa soluzione viene considerata più praticabile rispetto a un’imposta patrimoniale vera e propria proprio per le difficoltà di attuazione oltre ai veti del Pdl. L’Ici sulla seconda e terza casa, spiegano fonti tecniche, sarebbe legata al valore patrimoniale dell’immobile: al numero di immobili detenuti e al loro classamento.

speriamo di no… per ora è trapelato questo su una possibile ICI… http://tradingnostop.finanza.com/2011/12/02/crisi-pronta-per-lunedi-la-maxi-stangata-da-25-miliardi-per-lo-stato/

poverinome
Scritto il 3 dicembre 2011 at 02:30

Rispetto al secondo trimestre 2010, le compravendite di immobili ad uso residenziale sono calate del 3,1 per cento, quelle di immobili ad uso economico del 2,5 per cento. Il calo riguarda tutte le regioni italiane, tranne che la Sardegna e la Sicilia, dove le compravendite a uso residenziale sono aumentate del 7,6 per cento e quelle a uso economico del 18,7 per cento.

Male, molto male, anche i mutui (193.474 in totale); che sono diminuiti dell’8,1 per cento rispetto al
secondo trimestre del 2010. Quelli con costituzione di ipoteca immobiliare (118.834) sono diminuiti del 5,3 per cento, mentre i mutui non garantiti da ipoteca immobiliare (74.640) si sono ridotti del 12,3 per cento. Il numero di mutui risulta in sensibile aumento soltanto nelle Isole (+23,3 per cento): in particolare, quelli senza ipoteca sono cresciuti del 29,9 per cento, i mutui con ipoteca del 19,3 per cento. fonte

In un post di ottobre la sensazione era percepibile, ma già l’anno scorso di questo periodo, denunciai la problematica del rischio mutui immobiliari da un comunicato di Bankitalia, che prevedeva un appesantimento della situazione mutui, già allora molto preoccupante.

HOP
Scritto il 4 dicembre 2011 at 04:41

L’Ici tornerà di sicuro, si chiamerà Imu, anche se a quanto pare limitata per le prime e “super” per le seconde e terze case, a guisa di patrimoniale. Insieme al ritorno della tassazione sulla prima casa, arriverà l’aggiornamento delle rendite catastali. Possibile infatti un aggiornamento dell’attuale percentuale del 5% di rivalutazione dei valori immobiliari che potrebbe passare al 15% o al 20%. Da definire il prelievo, come patrimoniale, sulle seconde e terze case con una maggiorazione dell’aliquota dell’Imu in base ai beni immobiliari del contribuente.

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